Pon 2014-2020

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Coding: "Primi passi e gioco dello squalo mangia pesce"

Nella scuola primaria "Anna Frank" dell'Istituto Comprensivo Montemurlo (Prato) quest'anno gli alunni della classe IIIB, guidati dagli insegnanti di classe, hanno iniziato lo stimolante approccio al coding.

Il coding, il codice informatico, la programmazione è una materia sempre più necessaria per chi è nato in questo millennio, al pari dell’inglese.

In Italia, tra le linee guida del progetto del governo sulla «Buona Scuola» è citata anche l’«educazione al pensiero computazionale e al coding nella scuola italiana». Il concetto chiave è il «pensiero computazionale», che ricorre anche nel documento del governo.

Significa pensare in maniera algoritmica ovvero trovare una soluzione e svilupparla. Il coding dà ai bambini una forma mentis che permetterà loro di affrontare problemi complessi quando saranno più grandi. Imparare a programmare apre la mente. Per questo si può cominciare già in tenera età. Quando i bambini si avvicinano al coding diventano soggetti attivi della tecnologia. I risultati sono immediati. In poco più di un’ora si può creare un piccolo videogioco, funzionante: si rendono produttori di tecnologia. E i ragazzi via via maturano anche una presa di coscienza. Quando lavorano per il loro videogame vogliono che sia difficile. Altrimenti chi lo usa si annoia, dicono. Iniziano a vedere le cose da una prospettiva diversa.

 

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