Pon 2014-2020

PON 2014-2020

Tra bellezza, storia e cultura: da San Galgano a Siena.

Giovedi 26 aprile, noi alunni della V A (Margherita Hack) e della V B (Anna Frank) siamo andati in gita a Siena.

Era la nostra prima gita di un giorno intero e l’ultima fatta alla scuola primaria, perciò eravamo molto emozionati. La giornata era splendida e tutto si è svolto nei migliori dei modi.

La prima tappa del nostro viaggio è stata San Galgano, dove abbiamo visitato la suggestiva abbazia senza il tetto e l’eremo di Monte Siepi. L’abbazia di San Galgano si erge imponente e maestosa in mezzo a un grande prato verde protetto da dolci colline coltivate a vigneto.

L’abbazia è famosa nel mondo per la particolarità di non avere il tetto. E’ un esempio di arte gotica e ha vissuto periodi di grande splendore fin da quando è stata fondata dai frati cistercensi vicino al fiume Merse. Dopo la peste l’abbazia è caduta in un periodo buio di povertà e sciagure e quello che restava del tetto fu venduto per ricavare un po’ di denaro. In seguito venne sconsacrata e tutto stava andando in rovina.

In tempi più recenti, cominciò un restauro conservativo, volto cioè a conservare e non a ricostruire, le parti mancanti della chiesa. Attualmente San Galgano è un luogo solitario e silenzioso anche se visitato da molti turisti.

Noi ragazzi abbiamo trovato affascinante la storia del posto e siamo rimasti a bocca aperta nel vedere le tre navate a croce latina mostrarci eleganti la loro perfetta prospettiva. La mancanza del tetto e le finestre in stile gotico ci hanno mostrato suggestivi giochi di luci ed ombre. L’emozione si è fatta sentire in  quel luogo misterioso e ognuno di noi ha provato personali sentimenti.

Ci siamo fatti delle belle foto all’interno sullo sfondo delle imponenti navate poi siamo usciti per incamminarci verso l’eremo di Montesiepi. La salita è stata un po’ dura anche se eravamo molto curiosi.

Nella piccola chiesa, che un tempo era l’eremo dove san Galgano si era ritirato in solitudine, é conservata la sua spada conficcata nella roccia. La storia racconta che il Santo, dopo una vita dissoluta e violenta, abbia avuto una visione in seguito alla quale ha deciso di ritirarsi in preghiera dopo avere piantato la sua arma, la spada appunto, nella roccia. Quella stessa spada divenne il simbolo della Croce di Gesù e San Galgano la onorava pregando.

Dopo aver consumato il nostro pranzo a sacco e aver fatto una lunga ricreazione all’aperto in assoluta libertà, ci siamo diretti verso la seconda tappa della nostra gita: Siena.

Qui ci ha accolti la signora Roberta, la guida che poi ci ha condotti alla scoperta del centro storico della città. Con molta semplicità e chiarezza lei ci ha raccontato in breve la storia di Siena e ci ha annunciato ciò che ci avrebbe fatto visitare: la Chiesa Cateriniana di San Domenico, la Piazza del Duomo e la Piazza del Campo. Quindi abbiamo iniziato un interessante percorso che si è svolto attraverso vicoli pieni di storia, tante salite ed altrettante discese, da cui abbiamo fotografato gli splendidi scorci panoramici che si presentavano davanti a noi di volta in volta.

La visita alla Chiesa di San Domenico, dall’aspetto esterno molto semplice, ha rivelato all’interno una grande ricchezza artistica: un’unica navata immensa coperta da volte a capriate, con numerose cappelle, in una delle quali è conservata la testa-reliquia di Santa Caterina. Alle pareti, nella parte bassa, numerosi altari con dipinti su tela e, nella parte alta, splendide finestre bifore con vetrate, alcune delle quali dipinte in epoca recente con scene della vita di Santa Caterina.

In Piazza del Duomo l’imponente facciata della Cattedrale romanico gotica, decorata con marmi e affreschi, ci ha lasciati senza fiato per la sua bellezza.

La guida ci ha fatto notare che di fronte al Duomo è situato il Museo-ospedale di Santa Maria della Scala, che in epoca medioevale è stato luogo di accoglienza di pellegrini che si recavano a Roma e di bambini orfani.

Infine ci ha accolti Piazza del Campo con la sua caratteristica forma a conchiglia, circondata da palazzi gotici e dominata dal Palazzo Pubblico, oggi palazzo comunale, e dalla Torre del Mangia. Qui, finalmente seduti, abbiamo ascoltato dalla guida come e quando si svolge il Palio delle Contrade della città.

Come una perfetta padrona di casa, alla fine la signora Roberta, così come ci aveva accolti, ha congedato noi, ospiti della sua città, con un caloroso saluto.

Gli alunni della V A (Margherita Hack) e della V B (Anna Frank)