Pon 2014-2020

PON 2014-2020

Salvemini La Pira: "Parlare attraverso un tablet grazie alla CAA"

Lezione particolare per i ragazzi della classe III F: sale in cattedra Emanuele insieme alla sua fisioterapista.

Emanuele, 27 anni, affetto da disabilità neuromotoria che gli impedisce anche di parlare, ci offre un esempio di come la tecnologia possa creare un legame tra lui e il mondo esterno. Ci racconta la sua storia Jessica Guarnieri, fisioterapista presso il Centro riabilitativo dell’ANFFAS ONLUS di Prato, la quale insieme a Emanuele ha incontrato gli alunni della classe III F della scuola media Salvemini La Pira. Questo ragazzo ha dovuto affrontare diverse difficoltà, ma nonostante ciò, si è diplomato tre anni fa al Liceo Scienze Umane Rodari. Fra le sue passioni ci sono la musica, la scienza, i musei e i viaggi. Tutti i giorni si reca all’ANFFAS, dove un’equipe formata da una logopedista e una fisioterapista lo aiuta a esprimersi attraverso la CAA, una modalità che fa da ponte tra il pensiero e la parola per chi non sa riconoscere le lettere e non può parlare. La CAA è un insieme di conoscenze tecniche che semplificano e incrementano la comunicazione di chi ha difficoltà ad esprimersi; si chiama aumentativa perché amplia le competenze del soggetto e alternativa perché si avvale di tecniche diverse dal linguaggio parlato. Tutto ciò è possibile grazie all’utilizzo di un semplice tablet: attraverso questo, con l’impiego di parole associate a simboli, Emanuele può interagire con il mondo esterno, può comunicare, chiedere il cibo, studiare, giocare e guardare video; Emanuele fa quasi tutto ciò che fanno i ragazzi della sua età, ovviamente servendosi anche di educatori che, durante gli incontri all’ANFFAS, cercano di insegnargli le strategie di comunicazione alternativa. Quando non utilizzava ancora la CAA, Emanuele era molto limitato nella comunicazione e tutto questo rendeva molto difficile ogni legame sociale, ma adesso riesce  a esprimersi e a relazionarsi con gli altri. Qualche anno fa ciò sarebbe stato impossibile, oggi la tecnologia si è evoluta e ha reso più facile la vita alle persone con disabilità intellettiva, almeno per quanto riguarda la possibilità dell’uso della parola che è sicuramente uno degli aspetti più importanti per  creare rapporti con gli altri.

Sofia Botto, Elena Biancalani, Eleonora Marini e Alessandro Masotti, IIIF