Pon 2014-2020

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Le giovani sentinelle nel Pratese

Venerdì 16 novembre 3 incontri nel Pratese: due con l’Istituto comprensivo Margherita Hack di Montemurlo e uno con i giovani dell’Istituto Tecnico e Professionale Paolo Dagomari di Prato.

Il buon lavoro di questi anni di ragazzi e ragazze della scuola media Salvemini La Pira di Montemurlo, l’attenta interlocuzione degli amministratori, le belle proposte di studenti e studentesse hanno avuto come effetto quello di coinvolgere nel nostro percorso educativo anche scolari e scolare della classe quinta della scuola primaria Alberto Manzi.

Ad esordire  nelle prime due ore nella sala Banti, ampia e accogliente, sono stati i veterani di quattro classi terze e seconde che avevano partecipato lo scorso anno al nostro percorso. Con loro abbiamo ripreso il ragionamento sul rispetto delle regole e su come l’inosservanza nasconda che si favoriscono interessi privati a scapito di quello pubblico. Questa disattenzione ne genera altre che hanno conseguenze distruttive sulla convivenza civile e sull’idea stessa di cittadinanza e alimentano, a loro volta,  ulteriori comportamenti illeciti in una sorta di spirale dell’illegalità.  Le sollecitazioni hanno favorito uno scambio fitto e serrato che si è protratto fino all’ultimo momento, quando studenti e studentesse di altre tre classi e scolari e scolare della scuola primaria erano pronte ad occupare i posti della sala.

Con questo nutrito gruppo di esordienti abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto, le indagini del pool antimafia, il maxiprocesso, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Poi abbiamo raccontato della scelta di Antonino Caponnetto di incontrare i giovani per sollecitarli ad essere cittadini attivi e responsabili. La Fondazione ha ripreso la bandiera della legalità alla morte del giudice e ha lanciato la sfida ai giovani: In modo del tutto analogo, anche abbiamo proposto di occuparsi di una emergenza del territorio, di studiarla e di farne oggetto di discussione con chi governa la cosa pubblica a Montemurlo il prossimo lunedì 4 marzo quando giovanissimi e genitori saranno ospiti degli amministratori di Montemurlo.

All’Istituto Dagomari di Prato ad attenderci nella loro aula magna tre classi seconde insieme al referente Gerardo Furzi e a due sue colleghe che seguiranno ragazzi e ragazze in questo percorso di cittadinanza. Con noi Angelo Corbo, oramai compagno di viaggio che condivide l’obiettivo di formare i giovani alla responsabilità in difesa dei valori costituzionali e del vivere civile.

Filmati e slide sul progetto e sulla storia del Pool sono serviti a tenere viva la memoria degli accadimenti storici affinché il nostro Paese non continui a brancolare nel buio con il bastoncino bianco come dei ciechi, ma i cittadini divengano consapevoli e responsabili, come i tanti giovani che si sono messi in gioco per essere delle autentiche sentinelle della legalità, proponendo ed elaborando soluzioni e idee, mettendosi a confronto e dialogando con le istituzioni a vari livelli. E i ragazzi e le ragazze del Dagomari ne sono rimasti affascinati e hanno accettato di essere anche loro protagonisti e di continuare finché trovino ascolto.

Infine l’intervento di Angelo: la sua vicenda come agente di scorta di Giovanni Falcone, l’esperienza di studente bullizzato e il suo impegno, grazie alla scuola, a favore dell’antimafia e diventare poliziotto, mettersi a disposizione degli altri. Mentre lui parlava scorrevano le immagini di quel tragico 23 maggio! E Angelo non aveva visto che avevamo messo il filmato e, ad un tratto, si è girato e guardato scorrere le immagini, poi ha guardato i ragazzi e ha rimodulato il suo intervento.

Nonostante siano oramai diversi anni che Angelo ci onora accompagnandoci in questo nostro peregrinare, ha voluto donare ai ragazzi presenti momenti di emozioni che per lui però sono ferite laceranti. Ha spiegato, entrando nei loro cuori e nell’anima, il suo dramma di cosa vuol dire essere un sopravvissuto e di come parlando e rivivendo quei tragici momenti lui muore giornalmente!

Il silenzio e gli sguardi dei ragazzi avrebbero permesso ad Angelo di continuare, dimenticando l’ora della colazione o della ricreazione. Imparando a conoscerlo più a fondo e incredibilmente, ieri ancora di più, gli sguardi di quei ragazzi e quelle ragazze hanno donato ad Angelo la catarsi e la liberazione dalle sue angosce. 

L’appuntamento a Prato è per il prossimo lunedì 11 marzo.

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Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino